il 25 gennaio, 2019

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Alla scoperta del Cavolo Verza

La coltivazione del cavolo è diffusa in Italia e in tutto il mondo, la specie di riferimento è la Brassica oleracea che tramite selezione varietale ha dato vita ad innumerevoli tipologie (cultivar) apprezzate nei diversi areali. Solo per citarne alcune la cv. italica o broccolo, la capitata o c. cappuccio, la cv. botrytis o cavolfiore, la gemmifera o c. di Bruxelles e la cv. sabauda o verza che osserveremo in dettaglio.

Da pianta sacra ad alimento nutraceutico 

Le proprietà nutraceutiche del cavolo verza erano conosciute fin dalle antichità e i Greci lo consideravano un alimento sacro. Il cavolo verza contiene composti caratteristici che hanno proprietà analgesiche, antinfiammatorie, decongestionanti e antisettiche topiche. Importante l’impatto positivo sulle difese immunitarie e l’azione disinfettante, antibiotica per l'intestino e per l'apparato respiratorio. La recente attenzione ad una alimentazione basata sul maggiore consumo di vegetali, pone il cavolo verza tra gli alimenti più consumati aumentando la richiesta di reperibilità. 

Più verze sulle nostre tavole 

Un tempo coltura eletta del periodo invernale da qualche anno la richiesta del mercato e dell’industria sta spingendo ad estendere il periodo di coltivazione. La fase iniziale del ciclo, normalmente trapianto, avviene, per avere verze in autunno inverno, nel periodo primaverile marzo-maggio, ma ci si spinge anche fino a giugno-luglio purché si possa irrigare la coltura. Si adatta bene a tutti i tipi di terreno, purché siano ben aerati e freschi, ben dotati di sostanza organica e con pH intorno alla neutralità. La verza è sensibile alla siccità e necessita di irrigazioni accurate senza però mai eccedere, infatti la saturazione del suolo può comportare rischio di problemi fitosanitari di origine fungina. 

Per Voi Netafim consiglia… 

La tecnica consigliata è il metodo a goccia poiché riduce il consumo di acqua grazie alla maggiore efficienza di distribuzionel’acqua è fornita in prossimità delle radici infestantinon crea condizioni favorevoli per i parassitiassicura migliore uniformità di distribuzione e attraverso la fertirrigazione permette di gestire la nutrizione della colturaNetafim consiglia l’utilizzo delle ali gocciolanti del tipo Streamline Plus. La distanza tra i gocciolatori (normalmente tra 60 e 30 cm) e la portata del gocciolatore (1,0-0,7 litri/ora) verranno scelti in funzione della disponibilità idrica, del tipo di suolo e del sesto d’impianto. 

Fabbisogni irrigui del Cavolo Verza 

Le esigenze idriche possono stimarsi tra 1.500 e 3.000 m3/ha e l’irrigazione a goccia va inserita nel bilancio idrico (che tiene conto della pluviometria). La coltura necessita di irrigazioni al trapianto e nella fase di ingrossamento della testa. La raccolta deve avvenire quando la testa ha raggiunto le dimensioni desiderate, a 60-70 giorni dal trapianto nelle cultivar precoci, 70-90 nelle medio-precoci, oltre 90 giorni in quelle tardive, questo comporta variazione del periodo irriguo. La produzione si attesta mediamente in Italia tra 400 a 500 quintali ad ettaro. 

 

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