il 20 gennaio, 2019

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Vite, generalità

La storia della viticoltura ha inizio più di 6.000 anni fa ma fino a 200 anni fa sono pochi i cambiamenti nella tecnica di coltivazione. Infatti solo in questo periodo si sono fatti passi avanti e solo negli ultimi 30 anni la ricerca è entrata in vigna e nelle cantine. Sono due le grandi tecnologie che hanno caratterizzato l’innovazione degli ultimi decenni.

Il controllo della temperatura di vinificazione e l’irrigazione a goccia.

Il risultato: si sono rese possibili produzioni di vini di alta qualità in zone che prima si ritenevano poco vocate alla viticoltura a causa del clima troppo caldo. Questi progressi tecnici hanno portato notevoli cambiamenti nella geografia della vite con la nascita di nuove aree viticole nel mondo che oggi producono eccellenti vini di ottima qualità. 

Poche gocce per evitare stress prolungati 

L'irrigazione della vite realizzata attraverso l'impianto di microirrigazione a goccia ad alta uniformità, è uno strumento tecnico di alto profilo adatto a tutte le aree viticole e capace di soddisfare le attese produttive e quelle qualitative. Una corretta restituzione idrica, commisurata ai fabbisogni fisiologici minimi della vite, ha effetto positivo sulla qualità dei mosti e quindi dei vini. Le moderne tecniche di controllo dei livelli di stress idrico sono parte degli strumenti a disposizione della viticoltura di qualità e dell'enologia mirata alla valorizzazione dei profili varietali e del territorio. Consentono il mantenimento degli standard minimi di qualità attesi, necessari per una presenza competitiva sui mercati. 

Più stress significa meno qualità 

Diversi aspetti della fisiologia della vite sono legati allo stato idrico, alla produzione ed ai contenuti organolettici delle bacche. La convinzione comune che la vite trovi giovamento, dal punto di vista della qualità dei frutti, da forme prolungate di stress idrico, può essere fuorviante se non accuratamente definito. È necessario capire quali stress siano tollerabili o ammessi e a che livello possano agire. Determinate soglie di stress idrico possono compromettere la produzione e impoverire la qualità complessiva finale del mosto e quindi del vino. Anche la fase fenologica in cui lo stress si manifesta, è altrettanto decisiva. 

Evitare ogni eccesso…idrico 

Dal punto di vista fisiologico il fenomeno principale, correlato all'irrigazione, è la traspirazione, direttamente legata alla capacità della pianta di regolare la chiusura degli stomi fogliari per non disperdere troppa acqua dai tessuti. Saper dosare correttamente l'apporto idrico alla pianta diventa condizione fondamentale per evitare un'eccessiva spinta vegetativa. In caso di eccessi, la pianta, beneficiando di un extra dal punto di vista idrico, produce eccessiva sostanza secca, ovvero più germogli, tralci, foglie e grappoli quindi maggiore produzione di uva per ettaro. Le sole irrigazioni di soccorso, se non meglio definite, possono essere insufficienti se non spesso controproducenti. 

Irrigazione, strumento per la qualità 

Gli approfondimenti sul ruolo delle sostanze fenoliche nobili presenti nelle bucce, il concetto di equilibrio nel rapporto tra zuccheri ed acidi nel mosto, il diradamento dei grappoli, le pratiche di potatura verde, la conoscenza di meccanismi di competizione tra i siti di accumulo delle sostanze elaborate hanno evidenziato l'importanza delle pratiche irrigue a fini qualitativi. Gli studi accademici italiani più recenti, svolti in collaborazione con le più affermate aziende vitivinicole, rimarcano la necessità del ruolo tecnico-agronomico dello strumento irriguo che Netafim offre ai suoi Clienti grazie all’esperienza di decenni. 

 

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