il 23 gennaio, 2019

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Vigneto a goccia: come ottenere il massimo dalla vostra irrigazione

L'acqua, con la luce del sole, è sostanza indispensabile senza cui la vite non può vivere, crescere e produrre. Ecco perché l’irrigazione sta diventando sempre di più lo strumento cardine per la produzione, è infatti una delle variabili agronomiche più importanti e necessita di programmazione e di informazioni che ne guidino l’applicazione per ottenere il massimo rispettando gli obiettivi produttivi delle aziende vitivinicole.

Così come l'organizzazione del programma detrattamenti e delle concimazioni, allo stesso modo, l'irrigazione e la gestione del suolo dovrebbero essere esaminati ogni anno per garantire un'efficienza ottimale di ogni goccia che entra nella terra per essere assorbita dalle radici. La ripetizione biennale delle analisi del suolo (oggi molto economichecompleta il quadro con la verifica dei contenuti dei nutrienti e il loro consumo. La campionatura del suolo, effettuata prima della ripresa vegetativa, ci permette di capire quali e quanti elementi saranno disponibili e in che forma. Il controllo della sostanza organica nel terreno è anche una componente fondamentale per gestire l’efficienza delle irrigazioni. Questo perché la sostanza organica trattiene fino a cinque volte di più la quantità di acqua, ed ha tre volte la capacità di trattenere i nutrienti, rispetto all’argilla con eccezionale effetto tampone sul pH. Abbiamo quindi, oltre alle caratteristiche fisiche che non cambiano senza interventi esterni, un ulteriore fase da monitorare, infatti il contenuto di sostanza organica cambia il comportamento dei suoli se lo si interpreta basandosi solo sul mero contenuto in sabbia, limo e argilla. 

 

Il passo successivo è conoscere e controllare lo stato idrico del suolo, il contenuto percentuale in umidità e le dinamiche di assorbimento. Netafim, per la stagione in corso, ha proposto alle aziende dotate dei propri sistemi irrigui a goccia, uManage un semplice e pratico DSS (Decision Support System) certificato. Il sistema si basa su un network locale di stazioni di rilevamento e trasmissione dell’umidità del suolo, in comunicazione con un’unica piattaforma in grado ricevere in modo semplice e rapido tutte le informazioni necessarie. Una volta raccolte, le informazioni vengono archiviate in uno specifico spazio cloud a cui si può accedere fino a due anni dalla rilevazione. Il sistema di monitoraggio non richiede di scaricare né installare alcun programma, ma semplicemente utilizza un browser a cui si può accedere in modo rapido attraverso le personali credenziali via pc, smartphone o tabletOffre la possibilità di visualizzare il proprio sistema su una mappa geo-referenziata, recuperare dati storici, creare grafici e fissare soglie personalizzate di intervento. Il sistema uManage può, attraverso allarmi via SMS, Notifiche App o email, avvisare l’utente di intervenire in situazioni potenzialmente dannose per il proprio vigneto. Il monitoraggio può fare da verifica della programmazione irrigua che sarebbe bene fare prima che arrivi l’urgenza di irrigare, questo permette oltretutto di adattare il fabbisogno idrico del vigneto alle diverse fasi fenologiche. Avere i dati disponibili delle stagioni precedenti (storico) permette di capire le cose che hanno funzionato bene, dove non lo hanno fatto, e aiutano a pianificare in anticipo nel futuro l’irrigazione.  

La conoscenza dell’Evapotraspirato (Et0) giornaliero (ottenibile anche da centralina meteo collegata al DSS uManage), e del coefficiente colturale della vite (Kc) in quella fase fenologica, ci permette di mettere in relazione il dato agro meteo con le quantità idriche in mm/ha da somministrare alla coltura attraverso l’irrigazione a goccia. In accordo con la formula del calcolo del quantitativo idrico da restituire si moltiplicano i mm accumulati per il coefficiente colturale per ottenere i mm di fabbisogno effettivo (Ete). Se si pratica irrigazione in deficit idrico controllato (RDI) applicheremo un ulteriore coefficiente di deficit che riduce l’applicazione per mantenere uno stato idrico minimo nella viteConoscendo il rapporto d’irrigazione, cioè quanti mm/h per ettaro il nostro impianto distribuisce, ecco che possiamo definire la corretta lunghezza del turno irriguo. Queste pratiche sono quanto di più vicino esista al concetto di irrigazione di precisione e sono attualmente usate dalle più importanti aziende vitivinicole italiane bandiera della nostra enologia nel mondo. L’uso di questi sistemi unito, per esempio alle moderne pratiche di rilevamento con droni per avere mappe di vigoria, permette la miglior gestione della risorsa idrica per produrre la qualità attesa ogni anno.  

Per ottenere sempre il massimo, in termini soprattutto di efficienza, durata e uniformità dal proprio impianto sono molto importanti le manutenzioni dell’impianto irriguo e la revisione stagionale del funzionamento. A cominciare dal controllo delle pompe e dei filtri, verifica delle portate e delle pressioni di lavoro, fare lo spurgo del fine linea ed eventuali trattamenti per evitare occlusioni. Infatti quando si pratica fertirrigazione, e si solubilizzano dei sali nel flusso irriguo, oppure a causa della sostanza organica presente nel corpo idrico, può essere necessario trattare l’impianto con acidi o sostanze ossidanti secondo protocolli di iniezione ormai collaudati da decenni. A questo punto l’impianto può andare a riposo con la vigna ed essere pronto per la stagione successiva. 

Abbiamo quindi davanti a noi una serie di semplici operazioni preliminari (analisi suolo, pianificazione irrigua), altre da farsi in stagione (monitoraggio umidità con sensori, calcolo Ete) ed altre ancora da fare a fine campagna (manutenzioni) per avere un impianto d’irrigazione a goccia utile funzionale ad affrontare le sfide ambientali che il cambiamento climatico in corso pone alla moderna e prossima viticoltura.

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