il 22 gennaio, 2019

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Olivo, programmare l’irrigazione

I mutamenti nel nostro clima sono in atto, la situazione si presenta caotica e di difficile previsione. Cosa fare allora per programmare la corretta irrigazione dei nostri Olivi? Ci vuole razionalità e semplicità e alcune piccole regole per essere pronti.

Con clima caotico strumenti razionali 

Non possiamo più fare affidamento sulla regolarità o sulla prevedibilità delle precipitazioni: da qui la necessità di irrigare con razionalità poco e spesso. Abbiamo piogge fortissime concentrate nel breve tempo: dobbiamo quindi irrigare senza saturare il terrenoLento ma progressivo incremento delle temperature medie stagionali: dobbiamo assecondare eventi di questo tipo con irrigazioni adeguate al fabbisogno irriguo minimo dell’olivo. Per programmare la corretta irrigazione partiamo dal dato agro meteo detto Evapotraspirato. Ovvero l’acqua persa dal suolo per effetto del clima (evaporato) e della coltura che cresce in quell’area (traspirato), espresso in millimetri (1 mm = 1 litro/m2) come la pluviometria. L’olivo non necessita della piena restituzione ma grazie ai suoi adattamenti fisiologici possiamo fornire solo il livello minimo di fabbisogno irriguo. 

Nati per soffrire, ma se invece… 

L’olivo nella sua evoluzione millenaria si è adattato bene a sopravvivere in condizioni di difficoltà. Questo non significa che sia nato per soffrire. Infatti se irrigato correttamente risponde con maggiore quantità e maggiore qualità. Possiede apparato radicale superficiale ma capace di svilupparsi in profondità; foglie piccole e rigide, e stomi protetti da tricomi. In condizione di carenza idrica la pianta investe in proporzione più nelle radici che nella parte aerea riducendo così la superficie traspirante a vantaggio di quella assorbente. Un sistema vascolare con vasi stretti e brevi agevola la continuità del flusso quando l’acqua scarseggia nel terreno. Altri meccanismi come la chiusura parziale degli stomi (minima attività fotosintetica e termoregolazione) e il mantenimento di elevate differenze di potenziale idrico tra suolo e chioma, rendono possibile estrarre l’acqua anche da terreni con bassi contenuti idrici. E se invece lo irrigassimo con cura? 

Un Olivo a sorpresa 

La risposta all’irrigazione si traduce in maggiore superficie fogliare e quindi maggiori possibilità fotosintetiche, in una maggiore percentuale di differenziazione delle gemme per l’anno seguente che costituiscono la promessa della prossima produzione. L’attività fotosintetica si mantiene costante fino a che la disponibilità idrica nel terreno è al di sopra del 60% dell’acqua disponibile. Questo significa che i primi interventi irrigui devono avvenire all’inizio della primavera quando i primi caldi iniziano a impoverire il suolo di acqua. Se dobbiamo restare nell’ambito definito in precedenza allora il periodo di inizio potrebbe essere indicato quello della pre-fioritura. 

Un semplice calcolo per grandi risultati 

Ecco come calcolare il fabbisogno giornaliero per l’Olivo: Et0 x Kc x Kr = ETc    

Dove Et0 è l’Evapotraspirato della zona dove si trova l’oliveto, Kc il coefficiente colturale che rappresenta l’olivo nelle diverse fasi fenologiche e varia tra 0,5 e 0,7 e Kr il coefficiente di copertura del suolo da parte della chioma. È pari ad 1 quando la proiezione della chioma dell’albero determinata alle ore 12 è superiore al 50% della superficie totale dell’oliveto. Quindi in una giornata di luglio con 5mm di Evapotraspirato, un Kc di 0,55 e un Kr pari a 1 per oliveti maturi avremmo: Etc = Et0 x Kc x Kr = 5 x 0,55 x 1,0 = 2,75 mm da restituire all’oliveto in quella giornata. Programmare l’irrigazione permette di prepararsi a tutte le possibili sorprese di stagioni caotiche come quelle che viviamo. 

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