Tutta la cultura dell'acqua in una goccia

settembre 17, 2013

Fino a qualche anno fa parlare di irrigazione del mais con le manichette pareva una battuta di spirito. Il "goccia a goccia" era infatti visto come investimento che valesse la pena sobbarcarsi solo per colture frutticole od orticole. Insomma, un'estensiva come il mais non veniva vista come possibile beneficiaria di questa tecnologia.
Poi vennero stagioni poco amichevoli dal punto di vista climatico, con un 2013 che ha fatto piangere lacrime amare a chiunque non fosse riuscito a irrigare il mais nei momenti strategici, perdendo buona parte della produzione, quando non tutta, e vedendosi infestare dalle micotossine ciò che era sopravvissuto al caldo cirenaico dell'estate scorsa.
Netafim era però già partita da diversi anni con la sperimentazione in campo della tecnologia d'irrigazione ad ala gocciolante applicata al mais. E con ottimi risultati vi è da dire. Da studi sperimentali effettuati da Netafim risulterebbero infatti non solo vantaggi per la coltura, ma anche per il reddito, visto che dall'analisi delle rese e dei costi emergerebbe un utile netto per ettaro che supera i mille e 400 euro.
Agronotizie ha intervistato Luca Olcese, amministratore delegato di Netafim Italia e responsabile per il Sud Europa. Netafim ha infatti operato con Syngenta in qualità di partner nell'evento Mais Expert Campus 2013.

"Netafim è oggi leader mondiale dell'irrigazione ed è vocata unicamente alla microirrigazione. La tecnica dell'irrigazione a goccia è infatti nata da Netafim nel 1965 in Israele. Da allora Netafim ha continuato a innovare: investiamo moltissimo in R&D e ogni anno portiamo sul mercato nuovi prodotti e nuove soluzioni. I sistemi non sono basati solo sulle ali gocciolanti, le quali operano fisicamente l'irrigazione a goccia, bensì anche su un insieme di prodotti che comprende filtrazione, valvole, condotte e soprattutto automazione. La leadership di Netafim si basa quindi sulla gamma di prodotti, per ciascuna di queste componenti, ma anche sul livello di servizi offerti e di persone qualificate messe a disposizione della clientela. Sul mercato ci offriamo quindi con un'offerta che va oltre il prodotto, basandosi anche sui servizi, sulla progettazione e sull'assistenza, sia in pre sia in post installazione. Ciò assicura al cliente la possibilità di sfruttare al meglio le potenzialità che impianti di questo tipo possono offrire"

Peraltro oltre all'acqua gli impianti possono veicolare anche altro...

"Si. Possono per esempio veicolare i fertilizzanti in modo ottimale, nei tempi e nei modi che la coltura richiede".

Come è arrivata Netafim al mais?

"Le tecnologie e l'approccio distributivo di Netafim ha portato la società a imporsi nel mercato delle colture cosiddette da reddito, come le frutticole, le orticole, la vite... Forti di questa esperienza, da quasi un quinquennio abbiamo iniziato a proporre queste tecnologie anche sulle colture di pieno campo. Siamo partiti con colture come l'erba medica e siamo quindi approdati al mais, preparandoci anche ad approcciare la soia e il riso".

Come è nata la collaborazione con Syngenta?

"La ragione per cui siamo qui oggi nasce dal fatto che con questa partnership si uniscono le competenze di un'azienda leader nella gestione della risorsa idrica e di un'azienda leader nella fornitura di soluzioni genetiche le cui potenzialità possono essere esaltate da opportuni protocolli di irrigazione. Questa è la case su cui è nata la collaborazione e vedremo un domani come questa potrà eventualmente evolversi. Su questo campo dimostrativo possiamo per esempio già vedere l'unione delle tecnologie Netafim con gli ibridi Syngenta cosiddetti 'Artesian', al fine di proporre ai maiscoltori una strategia che ha come principale obiettivo non solo quello della massimizzazione della resa, ma anche quello della risorsa idrica, la quale è un bene oggi sempre più prezioso. L'acqua sta infatti diventando il nuovo 'petrolio' per i prossimi decenni. In questi campi dimostrativi si possono infatti già vedere i benefici a colpo d'occhio. Dopo la raccolta andremo a valutare i dati delle differenti tesi poste a confronto e ne potremo meglio interpretare i risultati. Abbiamo quindi forti speranze di avere anche il conforto dei numeri oltre alle prime impressioni visive.

 

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