Tecniche di gestione dell'irrigazione a goccia su vigneto(Articoli e Letture)

L’esperienza Netafim sugli impianti di vigneto
L’irrigazione in viticoltura si colloca oggi come una pratica agronomica di preciso indirizzo qualitativo. Se fino a qualche anno fa si discuteva ancora di pratiche di spinta se non quasi di forzatura (sui vigneti per la produzione di uve da vino o, al massimo, come strumento agronomico per l’uva da tavola), oggi gli esperti del settore sono concordi nel ritenere opportuno poter disporre di un impianto a goccia ad alta uniformità per sopperire agli intensi stress idrici fisiologici che durante la stagione possono verificarsi.
Le nuove strategie dell’irrigazione del vigneto hanno raggiunto alti livelli d’affidabilità grazie anche allo sviluppo tecnico e tecnologico del settore. Netafim Italia segue, fin dalle fasi embrionali, lo sviluppo dell’irrigazione in viticoltura come strumento per produzioni di alta qualità.
Nel corso degli anni si è passati dall’irrigazione di solo soccorso all’irrigazione fisiologica o di “qualità”, da una gestione dell’irrigazione senza alcuna strategia, non ragionata (utilizzare tutta l’acqua se e quando disponibile) ad una gestione dell’irrigazione razionale e finalizzata ad ottimizzare l’uso dell’acqua in termini d’efficienza e di costi.
Le possibilità tecniche offerte e le soluzioni impiantistiche incontrano le necessità di tutte le realtà produttive, dal Sud Italia fino alle zone montane e pedemontane del Nord.
L’andamento climatico caotico con eventi di forte intensità rende maggiormente utile ed efficace il sistema microirriguo che permette di tenere regolare lo stato idrico della pianta o di giocare sui meccanismi di deficit idrico controllato.
Stress Idrico nella Vite - Situazione in cui l’acqua diviene un fattore limitante per le normali funzioni della pianta. Stress modesti inducono riduzione o blocco della crescita dei tessuti vegetali (espansione cellulare condizionata dallo scarso turgore cellulare). Stress Idrico che si manifesti a ridosso della fioritura porta a colatura e cascola con ripercussioni sull’annata successiva.
In Carenza Idrica - Gli stomi tendono a chiudersi con la diminuzione del potenziale idrico, conseguente riduzione di attività fotosintetica, incremento di fotorespirazione, squilibrio a carico degli enzimi legati a sintesi e degradazione degli elaborati.
Influenza della Disponibilità Idrica (CARENZA)
La combinazione portinnesto-varietà è in grado di esercitare un certo grado di influenza sulla resistenza allo stress idrico. Il ridotto rifornimento idrico è stato ripetutamente indicato come responsabile di un irregolare livello fotosintetico della vite. È in grado di influenzare lo sviluppo del germoglio e l’espansione della lamina fogliare. La scarsa disponibilità, è stato rilevato, determina una contrazione nello sviluppo della bacca.
Influenza della Disponibilità Idrica (ECCESSO)
Eccesso idrico può condurre ad uno sviluppo vegetativo sovrabbondante con apparati aerei densi e ombreggianti. Si instaura una condizione sfavorevole ad una corretta attività fotosintetica. Ha influenza diretta su germogliamento, produttività, formazione bacca, rendimento, composizione uva e qualità del vino. Perdite economiche legate a sprechi d’acqua e nutrienti danni ambientali da lisciviazione.

La funzione della pianta che viene maggiormente influenzata da stress idrico è l’attività stomatica come conduttanza e meccanismo apertura-chiusura. La conseguenza è una chiusura parziale degli stomi, una diminuzione della traspirazione, un aumento dell’efficienza nell’uso dell’acqua, un’influenza su quantità di sostanza secca prodotta per unità idrica traspirata.
Uno stress idrico moderato (controllato) che limiti lo sviluppo vegetativo appare in genere favorevole per la maturazione delle uve, l’accumulo degli zuccheri,la formazione dei polifenoli, il contenimento del grado alcolico, il maggiore patrimonio acido, il buon equilibrio composizione mosti.
Importante è la riduzione dell’effetto competitivo degli apici vegetativi con lo sviluppo dei frutti (potatura verde-cimatura). Questo particolare meccanismo di risposta al deficit idrico è alla base dell’applicabilità della strategia di gestione dell’irrigazione in RDI (Regulated Deficit Irrigation) ovvero Irrigazione in Deficit Controllato, la quale prevede che il reintegro dei volumi irrigui avvenga ad un livello di sotto a quello ottimale. Lo sviluppo di soluzioni pratiche in RDI applicate alla viticoltura è stato possibile grazie alla microirrigazione a goccia. Attualmente l’RDI è applicata in molti vigneti nel mondo per aumentare la qualità della produzione.

Diviene necessario avere come obiettivo il raggiungimento di un equilibrio vegeto-produttivo
anche perché l’eccesso di vigore dei germogli può avere conseguenze indesiderabili sulla composizione della bacca. Sottoponendo ad un breve e controllato periodo di stress la vite,
subito dopo l’allegagione, è possibile controllare le dimensioni della bacca e lo sviluppo vegetativo. L’accumulo di antociani nella bacca può essere favorito imponendo, dopo l’invaiatura, un breve periodo di stress idrico controllato.
Stress modesto porta ad aumento nel patrimonio acido del frutto in particolare a carico dell’acido malico.
Stress moderato nella fase finale della maturazione porta a miglioramenti nella qualità del mosto per effetto della riduzione di competizione e per il minore contenuto in acqua.
Si evidenzia come un buon equilibrio idrico produca (in termini di vini) prodotti ben dotati di  polifenoli, morbidezza ed elevata gradazione con buona acidità. In pratica occorre portare le piante prossime ad uno stress idrico controllato per poi reintegrare l’acqua con irrigazione programmate e ben gestite.
Un buon andamento della maturazione e l’ottenimento di vini di buona qualità dipendono, dal punto di vista viticolo, dall’esistenza dei vari meccanismi che permettono di regolare l’alimentazione idrica della vite
…La qualità dipende, più che dalla quantità di acqua, dalla costanza dell’alimentazione idrica in profondità e dalla possibilità di essiccazione del suolo dopo l’ invaiatura …” (Mario Fregoni, Viticoltura di Qualità)
La gestione dell’irrigazione a goccia permette di gestire l’acqua in funzione della qualità.

Irrigazione di uva da tavola
I moderni vigneti di uve da tavola richiedono un’irrigazione più intensa rispetto alle uve da vino in seguito all’uso di sistemi d’allevamento concepiti per contenere un’ampia area fogliare per una maggiore produzione.

I fabbisogni delle uve da tavola sono diversi rispetto a quelli delle uve da vino, in quanto si ricercano parametri merceologici estetici e d’integrità rispetto a quelli organolettici adatti alla vinificazione. Durante i mesi di accrescimento vegeto-produttivo (aprile- settembre) la piovosità è scarsa e non sufficiente e a soddisfare i bisogni idrici. Dall’allegagione in poi i fabbisogni sono crescenti e il rifornimento idrico non deve avere andamento a singhiozzo per garantire uno sviluppo omogeneo e continuo dell’acino. Ne deriva un equilibrato rapporto tra le sostanze contenute nell’acino e un raggiungimento graduale delle caratteristiche merceologiche di pregio come la croccantezza.

Contrariamente alle uve da vino, in questo caso l’obbiettivo è un acino dalle maggiori dimensioni ed è essenziale il mantenimento dell’ingrossamento durante la fase di sviluppo dell’acino stesso. Talvolta il periodo del raccolto è determinato dalle richieste del mercato ed è necessario mantenere i frutti sulle viti per periodi prolungati, nonostante il loro stadio fisiologico di maturazione.
L’irrigazione delle varietà precoci dopo il raccolto di solito ha lo scopo di mantenere il fogliame in un buono stato fisiologico, consentendo quindi la formazione di zuccheri di riserva per la stagione seguente e la maturazione del tralcio. Un’eccessiva irrigazione dopo il raccolto può stimolare però uno sviluppo vegetativo indesiderato. Durante tale sviluppo non deve verificarsi una differenziazione effettiva nei germogli né una maturazione incompleta del tralcio, che potrebbe non sopravvivere alle temperature invernali e indebolire la vite.
L’applicazione razionale dei metodi microirrigui permette di ottenere gli obiettivi produttivi desiderati razionalizzando, inoltre, la disponibilità della risorsa idrica.

Le Soluzioni Netafim
Netafim è unanimemente riconosciuta come l’azienda più competente e preparata per l’irrigazione del vigneto.
Conoscenze agronomiche e tecniche maturate in anni di esperienza le permettono di distinguersi sul mercato, moltiplicando il valore della propria offerta.
Attraverso strategie d’irrigazione mirate al controllo dello stress idrico, si possono preservare le condizioni ottimali d’umidità del terreno, mantenendo costante negli anni il livello qualitativo e spesso anche quantitativo delle produzioni.
A tal proposito le soluzioni Netafim si differenziano in funzione della tipologia d’installazione:

Ala poggiata sul terreno: le ali gocciolanti suggerite sono l’UNIRAM AS o il DRIPNET PC AS poggiate lungo il filare, sul quale generalmente si pratica un diserbo localizzato. Questo tipo d’applicazione ha il pregio della facilità d’installazione ma rischia di risultare di ingombro in campo.

Ala agganciata su filo: l’ala consigliata è l’UNIWINE, ala autocompensante dotata di ganci premontati rompi goccia che bene si adatta alle soluzioni a spalliera con fili di sostegno. Questa soluzione innovativa consente di fissare facilmente l’ala al filo in fase d’installazione, con un notevole risparmio di tempo e costi di manodopera. L’installazione richiede di una certa accuratezza ma è un sistema che limita moltissimo gli ingombri in campo.

Ala interrata (Subirrigazione): interrando l’ala a 30-40 cm in profondità si soddisfano i fabbisogni idrici in maniera precisa e localizzata senza ingombri in campo e con una riduzione delle perdite idriche dovute all’evaporazione dell’acqua nella fase di caduta e dal terreno.  Il monitoraggio del corretto funzionamento di questo sistema si attua tramite contatori e con una corretta e pianificata manutenzione. Per questo tipo d’applicazioni le ali gocciolanti suggerite sono l’UNIRAM AS o il DRIPNET PC AS.

Tutte le ali - grazie al gocciolatore autocompensante, autopulente e studiato per resistere all’occlusione sia dei peli radicali che delle impurità - garantiscono inoltre un’elevata precisione di erogazione nel tempo, anche in presenza di dislivelli del terreno, assicurando così a tutte le viti la stessa quantità d’acqua durante l’irrigazione.
 

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