Netafim e l'irrigazione del ciliegio: un connubio di successo all'insegna della versatilità(Articoli e Letture)
Nel panorama italiano la coltivazione del ciliegio sta rivestendo sempre più importanza e i recenti eventi divulgativi, di respiro internazionale, evidenziano come l’attenzione rivolta a questa coltura sia molto forte.
Da diversi anni NETAFIMTM applica in Italia le proprie tecniche microirrigue sul ciliegio con risultati molto interessanti in termini di produzione, risparmio idrico e energetico, facilità gestionale e razionalizzazione colturale. Le tecniche utilizzate sono essenzialmente due: irrigazione per microaspersione e irrigazione a goccia. Molte delle aziende leader nella produzione locale delle varietà di maggior pregio sono ad oggi irrigate con sistemi Netafim di microaspersione e oppure a goccia. A questi sistemi si abbinano, sinergicamente, le più moderne ed innovative tecniche ed i prodotti di automazione, che permettono di gestire (oltre all’irrigazione e alla fertirrigazione) anche la variabile climatica delle gelate primaverili, con applicazioni d’irrigazione antibrina sotto chioma, controllate da opportuna sensoristica e sistemi previsionali.
Essendo la superficie aziendale media italiana piuttosto bassa si opera spesso con soluzioni impiantistiche quasi modulari in modo da poter incontrare le esigenze tecniche ed economiche dei produttori. Nel caso della tecnica in microaspersione sono nati, in particolar modo nell’areale di Vignola nel modenese, degli impianti cosiddetti a “duplice attitudine” capaci cioè, attraverso opportuni dimensionamenti, di operare come irrigazione e come protezione antibrina. Attraverso la fertirrigazione si ottiene inoltre la gestione integrale o parziale della nutrizione minerale del ciliegio.
Nelle aree dove la fornitura dell’acqua consortile è a cadenza settimanale, s’impone la necessità di usare razionalmente, e in maniera agronomicamente efficace, la disponibilità idrica. Appare chiaro come realtà di questo tipo si prestino ad essere gestite al meglio con la microaspersione dati i volumi idrici necessari e il breve tempo di disponibilità. Ovviamente il tutto deve avere senso dal punto di vista agronomico e quindi eviteremo di applicare metodi arcaici quali la sommersione o lo scorrimento che comporterebbero problemi di varia natura al terreno e soprattutto alla pianta del ciliegio.
La microirrigazione a goccia viene applicata in aree più calde come la Puglia che oggi è la regione con la maggiore superficie investita a ciliegio. Si tratta di impianti semplici con una sola ala gocciolante che si sviluppa sulla fila fissata su filo o poggiata sul terreno. La tecnica è molto simile a quella applicata sui fruttiferi a spalliera, sui vigneti e sugli oliveti e si giova dei pregi tecnologici dei gocciolatori Netafim quali la capacità di erogare la medesima portata al variare della pressione tra 0,5 e 4 bar detta capacità di autocompensazione. Grazie a questo pregio, presente nei prodotti di punta della gamma, quali Uniram e DripNet, possiamo applicare la tecnica a goccia rispettando l’uniformità di distribuzione, anche su pendii e colline dove spesso il ciliegio trova le proprie aree di elezione. Ad oggi la micro aspersione, a causa della distribuzione idrica frazionata in turni settimanali, si colloca come la tecnica più utilizzata.
I vantaggi principali derivanti dall’utilizzo della micro irrigazione
evidenziano come apparati radicali contenuti, sviluppati dai porta innesti nanizzanti, si giovino grandemente di questa tecnica e della fertirrigazione localizzata che supporta, fin dalle prime fasi di messa a dimora, lo sviluppo del ciliegio. Va inoltre ricordato che uno dei portainnesti più utilizzati, il Gisela 5, induce un vigore troppo debole su terreni sciolti se non opportunamente irrigato. Un altro aspetto che evidenzia l’importanza dell’irrigazione è l’intensificazione colturale che porta a impianti con altissima densità che, con l’incremento della competizione radicale per le risorse, rendono indispensabile il supporto fornito dai sistemi microirrigui. L’irrigazione permette anche la corretta espressione dei caratteri varietali e permette di valutare anche l’applicabilità di varietà collinari in aree a minore altitudine operando su scelte legate alla precocità o alla tardività di epoca di maturazione.
Gli obiettivi di una corretta gestione idrica in sono:
• l’ottimizzazione degli apporti idrici, con opportune pratiche irrigue per limitare le perdite e conservare la maggiore quantità d’acqua possibile nei periodi di massima esigenza idrica
• riduzione degli apporti idrici superficiali, con una razionalizzazione dei tempi e dei modi e del sistema in funzione dell’areale (pianificazione irrigua)
Soddisfatte queste esigenze in cerasicoltura sono da preferire cultivar che garantiscano un buon livello produttivo anche in presenza di scarse disponibilità idriche ed indurre una modificazione dell’attività vegetativa dell’albero ai fini di una adeguata produzione di fiori e gemme a fiore piuttosto che in organi vegetativi. Gli apporti idrici sono orientati alla prevenzione degli stress idrici nei tessuti della pianta e sono tesi a favorire un corretto metabolismo. L’apporto d’acqua va effettuato durante le fasi di maggiore moltiplicazione cellulare, in quanto prolungati periodi di stress riducono la fotosintesi e l’accumulo di riserve.
L’irrigazione diventa utile soprattutto nei momenti in cui la coltura è più sensibile alle carenze idriche come in prossimità della fioritura dove uno stress idrico provoca anomalie nella formazione del fiore; dopo la fioritura, poiché un eccesso di disponibilità idrica favorisce un eccessivo sviluppo dei germogli ed una forte attività vegetativa della pianta; in prossimità della raccolta, dove la troppa acqua concorre decisamente alla spaccatura dei frutti. I volumi irrigui da somministrare non superano i 1000-1500 m3/anno/Ha, al fine di non esaltare troppo la funzione vegetativa della pianta a scapito di quella produttiva e quindi influendo negativamente sulla qualità dei frutti. L’irrigazione effettuata in bilancio idrico, con le precipitazioni, segue un andamento stagionale in funzione delle diverse fasi fenologiche del ciliegio e dell’andamento stagionale del clima. Queste variabili sono espresse anche dai fattori di correzione o coefficienti colturali (Kc) come in tabella 1 dove si può vedere il variare del fattore di correzione nei diversi mesi in comparazione alla varietà con maturazione più tardiva. Più alto è il Kc più alto è il fabbisogno irriguo della coltura.
Dai dati emersi dalle relazioni del Convegno Nazionale del Ciliegio di Vignola appare un ciliegio che nel prossimo futuro sarà sicuramente con se
sti più intensi (maggiore competizione per acqua e nutrienti), su portainnesto nanizzante (apparati radicali concentrati), con varietà scelte in funzione di precise caratteristiche organolettiche e commerciali, certificato e geneticamente migliorato e gestito in irriguo con microirrigazione (microaspersione o goccia) e fertirrigazione al fine di entrare presto e bene in produzione permettendo la piena espressione varietale. NETAFIMTM propone ai suoi clienti soluzioni irrigue dimensionate su misura in base alle diverse esigenze territoriali, climatiche e colturali affiancando professionalmente e con grande versatilità tecnica e produttori con la propria esperienza.
NETAFIM ITALIA SRL
Alberto Puggioni





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