L’irrigazione della Vite da Vino(Articoli e Letture)
Cresce quindi, in maniera sempre più consapevole, la conoscenza del ruolo che svolge la disponibilità idrica sulle diverse funzioni fisiologiche della pianta come l'accumulo di zuccheri, il mantenimento di una certa acidità, il patrimonio fenolico, ecc. L'obiettivo è ottenere dei mosti con caratteristiche espressive della varietà e del territorio ma anche bilanciati, limitando il più possibile gli apporti esterni. Sebbene oggi siano ammesse molte pratiche che cercano di omogeneizzare la produzione e costruire a un "palato comune" crediamo sia più responsabile e razionale operare in cantina su uve che possano davvero dirsi autentica espressione dell'azione combinata del clima, del suolo e dell'opera del viticoltore.
Autenticità non vuol dire che non si possa essere tecnologici o innovativi, anzi, è proprio il corretto bilancio di esperienza, autenticità e tecnologia consapevole che ci permette oggi di confrontarci sulle piazze internazionali con vini italiani dal grande e complesso bagaglio qualitativo. La lunga esperienza maturata da NETAFIM in tutto il mondo e, in particolare in Italia, sull'irrigazione di qualità in viticoltura permette di evidenziare notevoli benefici a carico delle produzioni.
Le variabili sono tante, a cominciare dalla varietà e dal tipo di portainnesto, le interazioni con il microclima locale e con il suolo, in particolare struttura e disponibilità dei nutrienti, e la capacità di trattenimento dell'acqua. Molti agenti esterni, inoltre, concorrono a competere con la vite, è il caso delle erbe infestanti o delle azioni nocive da patologie o infestazioni.
L'irrigazione si colloca come tramite tra il suolo, la crescita e il carico di frutti, la efficienza della fotosintesi e la composizione organolettica degli acini.
Diverse condizioni di mancanza della risorsa idrica comportano diversi stati e diverse risposte da parte della vite. Si intende Stress idrico della vite quando l'acqua diviene un fattore limitante per le normali funzioni della pianta. Stress modesti possono indurre riduzione o blocco della crescita dei tessuti vegetali. Stress idrico che si manifesti a ridosso della fioritura porta a colatura e cascola con ripercussioni sull'annata successiva. In fase di carenza idrica gli stomi tendono a chiudersi con la diminuzione del potenziale idrico, conseguente riduzione di attività fotosintetica, incremento di fotorespirazione, squilibrio a carico degli enzimi legati a sintesi e degradazione degli elaborati. Stress modesto porta ad aumento nel patrimonio acido del frutto in particolare a carico dell'acido malico. Stress moderato nella fase finale della maturazione porta a miglioramenti nella qualità del mosto per effetto della riduzione di competizione tra i germogli e per il minore contenuto in acqua. La tecnica di irrigazione del deficit idrico controllato prevede che il reintegro dei volumi irrigui avvenga ad un livello al di sotto di quello ottimale. Il particolare meccanismo di risposta al deficit idrico è alla base dell'applicabilità della strategia di gestione dell'irrigazione in RDI (Regulated Deficit Irrigation). Lo sviluppo di soluzioni pratiche in RDI applicate alla viticoltura è stato possibile grazie alla microirrigazione a goccia che rende uniforme la distribuzione dell'acqua, grazie a basse portate e all'altissima efficienza: su un litro fornito circa il 90% viene considerato utilizzabile dalla vite. Attualmente l'RDI è applicata in molti vigneti nel mondo per aumentare la qualità della produzione. La qualità dipende, più che dalla quantità di acqua, dalla costanza dell'alimentazione idrica all'apparato radicale e dalla possibilità di imporre stress controllato dopo l'invaiatura. La gestione dell'irrigazione a goccia permette di utilizzare l'acqua in funzione della qualità. Diviene necessario avere come obiettivo il raggiungimento di un equilibrio vegeto-produttivo anche perché l'eccesso di vigore dei germogli può avere conseguenze indesiderabili sulla composizione della bacca.
L'ampia gamma di soluzioni NETAFIM fornisce la soluzione irrigua più adatta alle necessità richieste. Si può scegliere fra IRRIGAZIONE A GOCCIA SUPERFICIALE con ala gocciolante poggiata a terra lungo il filare, ALI GOCCIOLANTI APPESE su fili tramite gancio o interrata in SUBIRRIGAZIONE.
Quest'ultima applicazione consiste nell'interramento dell'ala gocciolante alla profondità dell'apparato radicale attivo della vite e comporta notevoli vantaggi:
1. Risparmio delle perdite di acqua per evaporazione superficiale (15-30%).
2. Alta efficienza.
3. Riduzione delle erbe infestanti in quanto si bagnano le radici e non la superficie esposta al sole.
4. Minor impatto visivo ed ambientale.
5. Minori ingombri alle operazioni meccaniche.
6. Massima efficienza della fertirrigazione.
La fertirrigazione consente di apportare macroelementi e microelementi (nelle quantità e nei tempi esatti con cui vengono assorbiti dalla coltura) tramite il flusso irriguo in forma prontamente assimilabile e direttamente nei pressi dell'apparato radicale. Questo comporta notevoli risparmi dato che la strategia fertirrigua permette di intervenire sulle carenze e di non eccedere nelle pratiche di nutrizione limitandoci a fornire, in base ai fabbisogni, solo ciò che serve. I prodotti per la subirrigazione sono concepiti e realizzati con meccanismi per prevenire la suzione di terreno in fase di spegnimento dell'impianto (gocciolatori forniti di sistema a membrana antisifone), l'intrusione di radici (barriera fisica antintrusione), le perdite di carico (sistema di autocompensazione che al variare della pressione tra 0,5 e 4 bar eroga ai gocciolatori sempre la stessa portata).
Molteplici inoltre i vantaggi, conseguenti all'utilizzo dell'irrigazione a goccia, conseguibili nei primi anni di impianto:
• Maggiore uniformità di attecchimento e sviluppo delle barbatelle.
• Minore moria di barbatelle piantate nei periodi più asciutti (giugno-luglio).
• Avvio della produzione più precoce (almeno 1 anno prima).
• Possibilità di piantare le barbatelle anche fino all'estate.
• Eliminazione delle spese di irrigazione manuali con carro-botte nei primi 2-3 anni.
• Possibilità di aiutare la pianta nei primi 2-3 anni con la fertirrigazione.
• Maggiore contemporaneità nella maturazione delle uve.
Inoltre, negli anni successivi all'ingresso in produzione o su vigneti già produttivi, permette:
• Una maggiore produzione per ceppo associata ad una migliore concentrazione zuccherina.
• Di non alterare la struttura del terreno mantenendo un buon equilibrio tra acqua e ossigeno nel suolo.
• La riduzione dello sviluppo di crittogame e marciumi dell'acino non bagnando la pianta.
• Una distribuzione degli elementi nutritivi in funzione dei fabbisogni specifici per ogni fase fenologica attraverso la fertirrigazione.
• La realizzazione della tecnica dell'inerbimento contenendo la competizione iniziale per l'acqua.
• La gestione dello stress idrico controllato.
• Di evitare stress idrici prolungati in annate siccitose salvaguardando la qualità e la produzione.
Molti di questi risultati provengono da esperienze sperimentali tradotte poi nelle realtà produttive e da continua applicazione nell'ambito della ricerca.
Recenti sono i risultati pubblicati dalla Prof. Oriana Silvestroni, Professore ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree dell'Università di Ancona, sulle esperienze realizzate nelle Marche su Sangiovese e Verdicchio delle DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi e del Rosso Piceno Superiore. I vigneti, predisposti con un sistema irriguo NETAFIM costituito da ali gocciolanti con gocciolatori a bassa portata (1,6 litri/ora) distanti 0,6 m, sono stati monitorati controllando lo stato idrico delle viti e la loro risposta fisiologica ai differenti trattamenti irrigui mediante la misura del potenziale idrico fogliare e del fusto e attraverso misure di fotosintesi, che sono servite per definire il momento di inizio degli interventi irrigui. Nei tre anni di indagine, la stagione irrigua ha avuto inizio in Luglio quando la crescita dei germogli era già rallentata o si era arrestata, il potenziale idrico fogliare a mezzogiorno dei due vigneti era sceso intorno a -1 MPa e la fotosintesi netta delle chiome aveva iniziato a ridursi con le alte temperature. L'irrigazione ha esercitato un effetto positivo sul comportamento fisiologico del Verdicchio e del Sangiovese anche con apporti limitati al 30% del fabbisogno stimato e in stagioni non particolarmente siccitose. Nel triennio di indagine le viti hanno subito, anche nelle parcelle non irrigate, solo uno stress idrico moderato durante la fase di maturazione delle uve. I risultati hanno mostrato che un'irrigazione al 30% del fabbisogno idrico è stata sufficiente a superare i limitati periodi di carenza idrica, mentre dosi irrigue maggiori hanno rappresentato un uso non razionale della risorsa. I risultati evidenziano come un appropriato e contenuto apporto idrico potrebbe essere un elemento importante per ottenere vini con una buona colorazione, ma con una alcolicità contenuta mantenendo, soprattutto nell'uva a bacca bianca, livelli di acidità bilanciati. In conclusione, i moderni impianti di irrigazione utilizzati sui vigneti sono strumenti tecnologicamente avanzati ed innovativi che permettono risparmi idrici notevoli e gestione razionale della nutrizione.
L'esperienza NETAFIM si pone al servizio del viticoltore o del tecnico che voglia intraprendere un percorso di sviluppo e crescita per la propria azienda. I prodotti NETAFIM sono parte degli strumenti per valorizzare la produzione e proporre vini distinguibili sul mercato dotati di carattere proprio e capaci di raccontare la grande passione italiana per la viticoltura e l'enologia autentica e innovativa.
Bibliografia
Silvestroni, Lanari et al. 2011. La Microirrigazione: progetti pilota in diverse realtà...
Alberto Puggioni
NETAFIM ITALIA





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