L’irrigazione dei ciliegeti: soluzioni tecniche Netafim(Articoli e Letture)

Relevant to: Agronomic Support

In frutticoltura, negli ultimi anni, è cresciuto l’interesse per le tecniche irrigue, a goccia o in microaspersione, quale elemento indispensabile per migliorare i risultati produttivi aziendali.

La goccia è riconosciuta oggi come la tecnica a maggiore efficienza e consente grandi benefici nella gestione agronomica ed economica. Le prime evidenze riguardano il risparmio idrico ed energetico e la facilità nell'utilizzare la pratica della fertirrigazione, che permette di ottimizzare l'impianto a goccia utilizzandolo anche per gestire la nutrizione. In alcune aree ad alta specializzazione e particolarmente vocate si è consolidata, al fianco della goccia, la pratica della microaspersione. Questa tecnica irrigua è stata utilizzata con risultati molto interessanti nelle aree a rischio di gelate tardive, dove l'impianto ha potuto, con opportuni accorgimenti tecnico-progettuali, funzionare anche come protezione antibrina diventando, a tutti gli effetti, un impianto a duplice attitudine.

Sui frutteti resta in ogni modo preminente l'utilizzo dell'irrigazione a goccia, vero e proprio strumento di tecnica colturale al pari delle lavorazioni e della lotta fitopatologica. La crescente attenzione nei confronti del ciliegio (ricerche varietali, intensificazione colturale, studi d'enti di ricerca e di diversi atenei), ha posto in evidenza questa coltura come una delle più promettenti del mercato italiano anche grazie al fatto di aver mantenuto nel 2009 un buon prezzo e consentito buoni margini alle aziende agricole produttrici.

In Italia la coltura del ciliegio copre circa 30.000 ha e Puglia, Campania, Veneto ed Emilia Romagna rappresentano oggi i principali areali in fase di sviluppo.

Il ciliegio è coltivato con tecniche diverse secondo l'area in cui si trova in accordo con le condizioni agro-meteorologiche, delle varietà e delle relative epoche di maturazione e raccolta.

Nel progettare un impianto d'irrigazione occorre tenere sempre ben presente l'obiettivo di una corretta gestione idrica. L'obiettivo della razionalizzazione della pianificazione irrigua è quello di ottimizzare gli apporti idrici limitando gli sprechi e riservando la maggiore quantità possibile d'acqua

per i periodi di massima richiesta idrica e contemporaneamente ridurre gli apporti idrici superficiali.

Soddisfatte queste esigenze, sono da preferire cultivar di ciliegio che, seppur in presenza di scarse disponibilità idriche, garantiscano un buon livello produttivo. Un adeguato livello d'umidità del suolo si ottiene attraverso la scelta del volume d'adacquamento corretto e del momento di intervento correlato alle diverse fasi fenologiche della pianta. Esistono, infatti, delle fasi in cui il ciliegio attraversa momenti di particolare sensibilità alla mancanza idrica, dei veri e propri momenti critici:

• in prossimità della fioritura dove uno stress idrico provoca anomalie nella formazione del fiore

• dopo la fioritura, poiché un eccesso di disponibilità idrica favorisce un eccessivo sviluppo dei germogli ed una forte attività vegetativa della pianta

• in prossimità della raccolta, dove la troppa acqua concorre decisamente alla spaccatura dei frutti.

I volumi irrigui da somministrare non superano, di solito, i 1000-1500 m3/anno/Ha, al fine di non esaltare troppo lo sviluppo vegetativo della pianta a scapito di quello produttivo, influendo negativamente sulla qualità dei frutti.

Individuati i fabbisogni irrigui (commisurati alle esigenze della pianta), possiamo progettare l'impianto che sarà dimensionato in funzione del picco di massimo fabbisogno irriguo colturale che corrisponde, solitamente, al periodo più caldo della stagione estiva. La provenienza dell'acqua determina la tipologia di filtrazione che deve essere dimensionata in funzione della portata e del grado di filtrazione per impianti microirrigui. Opportune condotte principali di distribuzione raggiungono le superfici in produzione dove, tramite valvole di settore e collettori raccordano le ali gocciolanti. L'impianto d'irrigazione a goccia può essere collocato su fili lungo il filare oppure poggiato al suolo praticando un diserbo localizzato. Generalmente è utilizzata un'ala gocciolante autocompensante per avere la massima uniformità d'erogazione anche in caso di pendenze o di lunghe tirate.

Netafim Italia offre supporto ai frutticoltori che desiderano intraprendere una strada volta al miglioramento tecnico dell'azienda, in fase di progettazione, fornendo la soluzione migliore alla luce delle esigenze del frutticoltore e delle possibilità economiche.

L'ala gocciolante NETAFIM (UNIRAM) consigliata in questo tipo di applicazioni è provvista di gocciolatori posti ad una distanza di 60 cm con portate da 1,6 litri/ora. Queste specifiche sono ad oggi le maggiormente utilizzate su questa coltura anche se è bene sapere che possono variare in caso di richieste particolari o delle caratteristiche del terreno e dell'azienda (pendenze, disponibilità idrica). La grande esperienza NETAFIM in frutticoltura si avvale del continuo contatto con le realtà produttive e del continuo stimolo ad adattarsi alle esigenze che emergono dal campo.

Nella scelta del metodo irriguo, come abbiamo visto, bisogna quindi tenere conto delle variabili dovute al sistema d'impianto, alla natura del terreno, al turno d'irrigazione ed alla qualità dell'acqua.

Sarebbe sempre opportuno, per le coltivazioni arboree da frutto, poter avere un impianto a goccia per l'irrigazione e di un impianto in microirrigazione in aspersione per l'antibrina. Non sempre però le aziende riescono a compensare i costi di un doppio impianto, soprattutto quando le dimensioni ridotte delle aziende rendono il costo ad ettaro rilevante a causa dei costi fissi. La scelta di utilizzare un unico impianto di microaspersione per uso irriguo e per protezione dalle gelate è quindi dovuto esclusivamente ad una scelta di tipo economico. Rendere versatili impianti di questo tipo necessita però di grande affidabilità degli aspersori, che devono avere elevati coefficienti di uniformità e di copertura. La progettazione idraulica deve inoltre sfruttare appieno le potenzialità del sistema, con un dimensionamento idraulico adeguato anche per le portate necessarie al sistema antibrina. Netafim definisce questa tecnica di progettazione e utilizzo come "duplice attitudine".

In fase di progettazione si ragiona in funzione alle esigenze dell'agricoltore, per realizzare soluzioni su misura che soddisfino le necessità non solo irrigue, ma anche gestionali. La sistemazione dei microirrigatori (GyroNet) avviene sottochioma tramite un adeguato microtubo raccordato ad innesto sull'ala piovana in polietilene. La distanza tra gli aspersori varia in funzione del sesto d'impianto. Se le piante sono distanti sulla fila fino a 4 metri, avremo un irrigatore posto a metà distanza tra le piante. Se la distanza tra le piante supera i 4 metri, si disporranno 2 irrigatori per pianta. Essi sono tenuti in posizione da un apposito peso stabilizzatore che mantiene in asse l'irrigatore durante il funzionamento in rotazione evitandone le oscillazioni.

Il sistema d'irrigazione, a goccia o in microaspersione, può essere automatizzato per quanto riguarda la gestione dell'irrigazione e del sistema antibrina basandosi su soglie termiche stabilite secondo la sensibilità della coltura e della fase fenologica in cui si trova. Naturalmente, maggiori conoscenze sulla coltura e sul territorio si acquisiscono, maggiori saranno le possibilità applicative di un sistema completamente automatizzato.

L'ottimizzazione degli apporti idrici consente di:

• limitare le perdite e conservare la maggiore quantità possibile nei periodi di massima esigenza idrica,

• ridurre degli apporti idrici superficiali,

• razionalizzare i tempi e i modi del sistema in funzione dell'areale (pianificazione irrigua),

• indurre una modifica dell'attività vegetativa dell'albero ai fini di un'adeguata produzione di biomassa in fiori e gemme a fiore piuttosto che in organi vegetativi.

Una corretta gestione inizia dalla scelta del materiale genetico, in particolare del portinnesto, e continua attraverso l'applicazione di una razionale pratica irrigua che consenta l'assorbimento degli elementi nutritivi. E' utile, per il ciliegio, mantenere un livello di umidità adatto durante le diverse fasi fenologiche della pianta, e tale stato del terreno va mantenuto anche in fase di post-raccolta, per assicurare una sufficiente disponibilità idrica alle piante che garantisca la regolare differenziazione delle gemme e prolunghi la persistenza delle foglie sulla pianta, lavorando anche per l'anno successivo. L'interazione tra esigenze della coltura e soluzioni tecniche per l'irrigazione, a fini di produzioni da reddito, è oggi la strada che Netafim percorre con convinzione al fianco degli agricoltori e dei tecnici consulenti tramite la propria rete di rivenditori e installatori in tutta Italia.

 

Stefania De Pirro - Alberto Puggioni

NETAFIM ITALIA

Site by mantis.