Il Sistema Netafim per il Fuorisuolo(Articoli e Letture)

Relevant to: Agronomic Support

La tecnica di coltivazione del fuorisuolo, realizzata in coltura protetta, accomuna una vasta gamma di produzioni sviluppate e condotte in assenza di terreno agrario.

Si vuole offrire alla pianta un luogo fisico, dove sviluppare radici (substrato) e organi aerei all'interno di un ambiente protetto (serra) utilizzando i più svariati materiali e le più ingegnose tecniche di controllo del clima e della nutrizione idrica e minerale.

Il fatto che la coltura da sviluppare sia allevata su un substrato, che normalmente ha limitate capacità di ritenzione idrica, impone di valutare quanto di quel che somministriamo, in termini di acqua e nutrienti, sia realmente utilizzato dalla coltura. Occorre chiedersi cosa fare di ciò che attraversa il substrato per drenaggio, ildrenato, per definire il tipo di fuorisuolo. In genere il fuori suolo si divide in due grandi famiglie o tipi: il ciclo aperto (senza recupero del drenato) e il ciclo chiuso (con recupero del drenato).

Per migliorare i risultati produttivi NETAFIM propone due sistemi di gestione delle variabili del fuori suolo in coltura protetta, potremmo definirli come due cervelli che presiedono allo stesso organismo e si occupano, da un lato, della gestione clima e, dall'altra della gestione della fertirrigazione e drenaggio.

Il Sistema Clima NETAFIM è in grado di monitorare e controllare, in maniera integrata, lagestione di temperatura e umidità della serra operando sull'apertura dei colmi o schermi, sulla ventilazione, oppure applicando riscaldamento o illuminazione addizionale. Inoltre è possibile agiresulla gestione della CO2 o l'applicazione dei trattamenti, il tutto in accordo alle impostazioni volute per gli obiettivi desiderati dall'azienda agricola.

Il Sistema Fuorisuolo NETAFIM, invece, si concentra sulla gestione dell'irrigazione e della nutrizione minerale ovvero della Fertirrigazione o NutrigationTM. Il prodotto proposto a tale scopo è un banco di fertirrigazione in grado di controllare pH ed EC della soluzione nutritiva, temperatura ed umidità ad altezza della coltura, e valutare la somma di radiazione solare con un apposito sensore e di valutare le caratteristiche quantitative del drenato con banco di lettura drenaggio.

Di seguito ci soffermeremo sulla soluzione legata alla gestione dell'irrigazione e della  fertirrigazione. L'unità NETAJET 3G è equipaggiata con il software NMC pro che è in grado di gestire sistemi idraulici estremamente complessi. Il software infatti permette di configurare non solo i componenti specifici per la nutrizione quali canali dosatori e vasche di soluzioni, ma anche pompe, filtri, valvole principali, umidificatori e altri componenti con estrema flessibilità. Questa integrazione garantisce l'ottimizzazione dei vari elementi di sistema al fine di raggiungere gli obbiettivi di controllo desiderati.

In questa luce un'attenzione particolare è da riservare al sistema di iniezione Hidromix a camera di miscelazione spesso confuso con un'iniezione diretta. Questa tecnologia offre una efficace alternativa ai sistemi a vasca aperta mantenendo le stesse capacità di miscelazione degli elementi nella soluzione irrigante e migliorando le velocità di risposta nei cambi di dosaggio, non dovendo gestire l'inerzia della vasca di miscelazione.

La gestione dell'EC e del pH sono ottenute con algoritmi paralleli e indipendenti che agiscono sulle microiniezioni a valle della camera di premiscelazione in relazione al valore richiesto, alla portata della valvola o del gruppo e alla quantità richiesta di acidi o sali nella composizione della ricetta.

                            

E' in grado di fornire soluzioni fertirrigue bilanciate alle esigenze delle diverse colture e chimicamente equlibrate per favorire l'assorbimento attraverso le radici. Su questo equilibrio hanno forte influenza il pH e l'EC. L'apparato radicale assorbe acqua e nutrienti necessari per osmosi dalla soluzione circolante. Questo fenomeno fisico si verifica tra due soluzioni a diversa concentrazione salina separate da una membrana semipermeabile come avviene nella radice. L'assorbimento cesserà per osmosi quando le due concentrazioni saranno uguali. Pertanto maggiore sarà la concentrazione della soluzione circolante, maggiore sarà il rischio di causare danni fino a livelli critici che tenderanno a devitalizzare per disidratazione le radici. La misura dell'elettroconducibilità si basa sulla caratteristica delle soluzioni di condurre la corrente elettrica. Poiché l'EC aumenta con la concentrazione di soluti, la sua misura permette di stimare in modo indiretto la pressione osmotica. Una conducibilità bassa è correlata ad un'eccessiva diluizione della soluzione, pertanto le piante si trovano in condizioni di nutrizione minerale carente. Fasi di fertirrigazione temporanee ad EC troppo bassa sono tollerate anche per tempi relativamente lunghi, ma possono ripercuotersi negativamente sia sulla resa quantitativa sia sulle proprietà organolettiche del prodotto. Fasi di fertirrigazione temporanee ad EC elevata sono tollerate solo per tempi brevissimi in quanto le specie più sensibili possono avvizzire in poche ore.

La conducibilità elettrica è quindi il parametro con cui si controlla la concentrazione della soluzione nutritiva e fornisce indicazioni quantitative e non qualitative sulla natura dei sali in soluzione. Per questo nel NETAJET vengono impostati non solo i parametri di EC voluti, o per i quali debba essere generato un allarme, ma anche dei valori quantitativi delle soluzioni madri dai quali la macchina non ha possibilità di discostarsi nel raggiungimento del valore di elettroconducibilità.Gli stessi processi di controllo sono applicati anche nell'iniezione degli acidi che determinano il pH. Il pH influenza le cosiddette condizioni di abitabilità e nutrizione nel substrato e va tenuto in considerazione quando, per esempio in presenza di acque ricche di bicarbonati, si vogliono ovviare i rischi di precipitati rischiosi per i sistemi microirrigui. I valori di pH sono influenzati direttamente e in maniera complessa da una serie di fattori legati alla natura dell'acqua irrigua e dei sali in essa disciolti. Su un terreno avremmo un forte potere tampone ma nel fuori suolo il ruolo del substrato è volutamente vicino all'inerte. Ogni specie vegetale predilige un determinato valore di pH ma, la maggior parte di esse, sono comunque in grado di adattarsi ad ampi intervalli di valori.

Come accennato il pH influenza l'attività chimica della soluzione circolante nel substrato, dalla quale la pianta assorbe gli elementi nutritivi, dove i principali fenomeni chimici possono portare a gradi diversi di disponibilità dei nutrienti presenti. Inoltre, il pH può modificare l'assorbimento di alcuni nutrienti o microelementi come il caso del fosforo o del ferro in forma chelata. L'aggiunta di sostanze nutritive nella soluzione irrigua (fertirrigazione) implica innalzamenti di pH che andranno corretti con acido, possibilmente in continuo ed in relazione alle rilevazioni degli appositi sensori di pH, al fine di mantenerli prossimi ai valori desiderati per il corretto assorbimento delle sostanze nutritive e per non causare precipitazioni. L'incremento di sali in soluzione oltre al pH influenza com'è noto, l'EC della soluzione.

Un altro aspetto che viene considerato nel sistema NETAFIM è la quantità di energia disponibile per la coltura che è connessa ai processi fotosintetici e che influenza di conseguenza anche la traspirazione, o meglio il tasso di traspirazione. La traspirazione, ovvero l'evaporazione dell'acqua attraverso gli stomi fogliari è quindi da mettere in relazione anche con l'assorbimento di acqua e nutrienti. Non tutte le piante hanno lo stesso fabbisogno di energia, sotto forma di luce, per completare il ciclo produttivo. Definiamo così il fotoperiodismo delle colture cioè quel complesso di reazioni che gli organismi presentano al ritmo ambientale giornaliero e stagionale dei periodi di luce (fotofase) e di oscurità (scotofase). Il numero delle ore che intercorrono fra l'alba ed il tramonto varia, nei diversi luoghi, in funzione del periodo dell'anno e della latitudine ed esso è tanto più vario quanto più ci si allontana dall'equatore Il fotoperiodismo nelle piante determina, in particolare, l'epoca della fioritura, infatti se queste non sono sottoposte ad una precisa serie di ore di luce e di buio, non fioriscono; possiamo distinguere piante longidiurne che necessitano di circa 14 ore di luce giornaliere, piante brevidiurne che necessitano di meno di 12 ore di luce giornaliere ed infine, piante neutrodiurne che riescono a giungere a produzione, indifferentemente dal numero di ore di luce giornalire.

Esiste una relazione stretta tra la quantità di energia che la pianta utilizza sotto forma di luce e calore (energia chimica) e l'aumento del fabbisogni di acqua e nutrienti.

L'irrigazione può essere impostata a tempo senza tener in considerazione il periodismo oppure, raggiunta una certa quantità di energia incamerata ed utilizzata, esprimibile come somma di radiazione solare, possiamo far partire l'irrigazione e la fertirrigazione. Sapendo che a certe temperature la pianta rallenta le sue funzioni, possiamo gestire il clima della serra con gli strumenti a disposizione. Per controllare che realmente l'attività cresca in proporzione all'energia possiamo verificare il drenaggio della soluzione aspettandoci che dreni meno quanto più è in attività dato che fa miglior uso delle sostanze e dell'acqua a disposizione.

Con i sistemi NETAFIMTM tutto questo è possibile attraverso apparecchi e software sempre aggiornati ed in continua evoluzione con l'obbiettivo primario di offrire soluzioni semplici ed efficaci attraverso le quali gli operatori ottengano i migliori risultati con il minor dispendio di energie e denaro.

 

Carlo Boati - Alberto Puggioni

NETAFIM ITALIA SRL

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