Concimazione mirata per il mais utilizzando l’irrigazione a goccia (Articoli e Letture)

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DI SILVIO FRITEGOTTO E ALBERTO PUGGIONI*

              

La coltura del mais, grazie ai nuovi scenari produttivi legati alle bioenergie è al centro di una grande attenzione per gli interessi economici che riveste questo nuovo settore.  In questo nuovo contesto produttivo l’irrigazione a goccia e la fertirrigazione del mais si propone come un’innovativa tecnica irrigua per valorizzare la coltura sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo e utilizzare in modo efficiente la risorsa acqua.

Netafim ha implementato nel tempo diverse soluzioni tecniche, ritagliate su misura alle esigenze delle più disparate realtà mondiali cosicché l’agricoltore può disporre di tre differenti innovative soluzioni tecniche per irrigare e fertirrigare (che soddisfano al meglio le necessità precedentemente ricordate):

- Lps, sistema irriguo a bassa pressione con ala gocciolante poggiata in superficie,

- Microirrigazione tradizionale con ala gocciolante auto compensante poggiata in superficie,

- Subirrigazione o Sdi.

Queste tecniche si avvalgono tutte e tre della stima e del calcolo dei bilanci idrici stagionali e fenologici in accordo con i coefficienti colturali Kc che vanno messi in relazione con i dati agrometeorologici quali l’evapotraspirazione potenziale (Et0) ed affettiva (EtE).

Nella tabella 1 sono riportati i Kc del mais, espressi per settimana, a cominciare appena dopo la semina.

La risposta della pianta al mantenimento di un corretto stato idrico è molto positiva. In particolare per una precisa fase fenologica del mais, quali la fioritura e l’allegagione, in cui, se la pianta subisce uno stress idrico, si ha una perdita sensibile di resa in biomassa o granella.

APPORTO MIRATO

Basta una pioggia intensa di qualche giorno per portare via buona parte dell’azoto causando squilibri che possono avere anche gravi conseguenze.

Per ottimizzare al meglio il sistema è bene valutare anche le opportunità offerte dalla fertirrigazione. Questa tecnica, che permette di utilizzare appieno la microirrigazione, ci aiuta ad apportare i nutrienti in modo razionale e dinamico, cioè in modo frazionato e mirato, in particolare per l’azoto. Nelle tecniche irrigue per scorrimento o aspersione ad alto volume, si ricorre alle concimazioni di fondo in presemina e a quelle successive in copertura alla sarchiatura o al diserbo in post-emergenza. Questa strategia pone grosse incognite sulle quantità di nutrienti disponibili nei momenti critici della coltura che, su un mais a ciclo lungo, sono tra la 4a e la 10a settimana dopo la semina. Basta una pioggia intensa di qualche giorno per portare via buona parte dell’azoto causando squilibri che possono avere anche gravi conseguenze.

Con la concimazione tradizionale di fondo e alla semina, si apporta fosforo e potassio, mentre  l’azoto si apporta per circa la metà del totale stabilito. Va ricordato che le forme chimiche in cui si trovano questi concimi non sono di solito prontamente assimilabili per la coltura e richiedono di essere solubilizzati nella soluzione circolante nel terreno, per effetto delle piogge o delle irrigazioni.

Durante le settimane di massimo fabbisogno (fig. 1) rischiamo però, di trovarci in una condizione d’incertezza nel valutare quanti e quali nutrienti la coltura ha a disposizione.

  • Le strategie nutrizionali messe in campo nelle diverse prove si basano su somministrazioni continue ma frazionate  nel tempo, in accordo con i rispettivi  fabbisogni della coltura e in funzione della lunghezza del ciclo colturale primaverile-estivo. La fertirrigazione, senza dubbio, si presenta come il miglior approccio tecnico per applicare questa strategia.

L'EFFETTO POTASSIO

Nella tabella 2 è possibile osservare un programma orientativo di fertirrigazione applicato per il mais. La settimana indicata con zero corrisponde alla presemina; dalla settimana 1 si inizia a valutare il coefficiente colturale Kc, nel caso dovessimo irrigare (dipende molto dalla piogge primaverili) e gli apporti di fosforo, che poi andranno e cessare. L’azoto, fondamentale per la fase di levata, è somministrato immediatamente e, in dosi crescenti, rimanendo l’elemento principale della fertirrigazione. Oltre l’azoto, l’elemento che meglio permette di esprimere al meglio i vantaggi derivanti dalla fertirrigazione è il potassio. Questo infatti risulta coinvolto pressoché in tutte le principali attività della coltura: dall’attivazione enzimatica, regolazione dell’apertura stomatica, mantenimento del turgore cellulare, attività fotosintetica, processi energetici e, molto importante per gli amidi nella cariosside e la sostanza zuccherina nella biomassa, ecc. Questo lo rende davvero un elemento influente sulla qualità delle produzioni. Pertanto, com’è possibile rilevare sempre dalla figura 1, il contributo di potassio inizia quando ci troviamo in prefioritura e continua poi pressoché costante fino alla fine delle irrigazioni.

APPORTI RIDOTTI

Non è da trascurare, la concreta possibilità di ridurre gli apporti dei concimi, grazie alla fertirrigazione. Durante la gestione fertirrigua, è possibile valutare, anche quotidianamente, l’effettivo stato nutrizionale della coltura, sia visivamente a occhio nudo, che con l’ausilio di alcuni strumenti come lo Spad (che rileva il contenuto di clorofilla). Risulta facile quindi modificare gli interventi nutritivi in funzione di queste valutazioni e se è il caso anche di sospenderle nel caso si verificassero risposte riconducibili a eccessi di somministrazione (es. inscurimento dell’apparato fogliare per eccesso di concimazione azotata). La capacità di reazione della coltura è breve nell’ordine delle poche decine di ore.

Nel grafico 2 è possibile valutare come la somministrazione dei nutrienti, raggruppata per settimane, segua l’andamento della curva di assorbimento teorica dei nutrienti valida per il mais di figura 1.

Questi strumenti tecnici si pongono oggi, a disposizione dell’azienda agricola o delle associazioni di produttori, che vogliano lavorare mantenendo un alto profilo tecnico. Le soluzioni tecniche disponibili e i prodotti in commercio, prevedono l’utilizzo dell’ala gocciolante poggiata in superficie,  oppure la soluzione in subirrigazione, dove l’ala gocciolante ha precise caratteristiche tecniche che permettono il suo interramento (da 3-5 cm fino a 35-40cm) e di aumentare ancora di più l’efficienza di distribuzione idrica e nutrizionale.

Le potenzialità tecniche offerte dai sistemi irrigui a goccia Netafim permettono di raggiungere con profitto gli obiettivi produttivi operando in maniera consapevole grazie all’esperienza maturata negli anni su questa versatile coltura.

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